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Roberto Mineo- Fotosculture

All’interno del raccolto spazio della ex Chiesa di San Pietro in Atrio a Como tra i mesi di marzo e aprile ha avuto luogo la mostra Fotosculture nella quale potevano ammirarsi venti immagini del fotografo Roberto Mineo all’interno del’iniziativa promossa dal Comune di Como – Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Accademia di Fotografia John Kaverdash di Milano. 

Mineo, artista milanese, vanta un curriculum ventennale nel campo della fotografia pubblicitaria (ha collaborato tra gli altri con Vogue, Donna, Leo Burnett, the Walt Disney Company) ed è fondatore e direttore della John Kaverdash Accademia di Fotografia. In tutta la sua opera ha inteso compiere “un viaggio nel tempo ibridando stili ed epoche, cinema e arte, fumetto e pubblicità creando sconfinamenti e traslitterazioni. Qualunque strada scelga e qualunque scorribanda compia nel mondo della fiction, l'artista milanese inventa e reinventa la sua realtà usando il vero per sponsorizzare il falso" (Alberto Fiz,catalogo Silvana Editoriale) . Secondo Alberto Moioli, commentando la mostra di Mineo “Spaseaggismi”,  la sua cultura artistica si esalta nella complessità del lavoro esposto, dimostrando le enormi doti creative coniugate al sapiente utilizzo dell'illuminazione, della prospettiva e dei materiali. Nello stile personalissimo dell'artista emergono evidenti i molti richiami ai grandi artisti come De Chirico, Magritte e Dalì. Ancor più evidente però è l'attenzione verso la scenografia cinematografica in cui si nota l'autentico tocco di genialità.” Tutto questo ben si può intravedere ad un primo sguardo da lontano un mondo onirico, misterioso lontano dalla realtà, seppur intriso dei suoi elementi che spiccano come soggetti. Quanto più ad un’analisi di immagini come quelle proposte in questa pagina, si può avvertire come geniale e perfettamente aderente alla sua arte la frase da lui stesso pronunciata: "Ti mostro una foto che non è una foto; non è più importante mostrare una realtà o una verità, per me l'immagine è bugia o forse favola....". La sua missione, attraverso una tecnica dispone dei caratteri della scultura con la maestria della sua arte fotografica  può riassumersi in questo: “Credo che il mio lavoro manifesti un'insoddisfazione profonda nei confronti della realtà e un desiderio di reinventarla con forme, colori e luci proprie mantenendo intatto il senso ludico". Mineo, infatti, realizza modelli di paesaggi fantastici descritti nei minimi dettagli che vengono fotografati assumendo un aspetto del tutto straniante e successivamente stampati a torchio, con una particolare tecnica, affinata in questi anni dall’artista stesso. 

Tra le opere che più hanno colpito lo scrivente sicuramente per la sua ardita espressività vi è  “Il trasporto impossibile” dove un camion con la scritta DHL s'inerpica su una montagna misteriosa portando via addirittura un monumento neoclassico: tra realismo espressivo, fantasia dialettica e senso di fuga dal modernismo, pur rimanendovi, per cercare precedenti tendenze artistiche. Tra le fotosculture più recenti, va citata anche “Alta tensione”, nella quale Mineo ha realizzato un lavoro partendo dal ritrovamento e dal restauro di un quadro elettrico degli anni Cinquanta arrivando a inserire l'illuminazione all'interno del voltometro, creando un gioco di luce davvero accattivante.

Emanuele Prosperi