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I vantaggi della ratifica per uno Stato

I notevoli vantaggi di ratificare la Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità consistono nella consapevolezza di appartenere ad una comunità internazionale in grado di valutare e preservare le proprietà mondiali universalmente riconosciute come significative: esse incorporano un intero mondo di straordinari esempi di diversità culturale e di ricchezza naturale.
Gli Stati Parte della Convenzione, tramite una reciproca scambio di intenti al fine di tutelare e di prendersi estrema cura del patrimonio culturale e naturale del pianeta, hanno sottoscritto un chiaro impegno tra loro condiviso di tramandare la nostra eredità alle future generazioni.
Il prestigio che deriva dall’essere Stato Parte della Convenzione e di possedere sul proprio territorio dei siti annoverati nella Lista del Patrimonio dell’Umanità ha l’indubbio merito di catalizzare l’attenzione e di innalzare il livello di consapevolezza riguardo alla necessità di mantenere vivo ed indenne il Patrimonio dell’Umanità.
Il beneficio chiave della ratifica, in particolare per i Paesi in Via di Sviluppo, è la possibilità di accedere al Fondo UNESCO per il Patrimonio dell’Umanità. Ogni anno, infatti, vengono stanziati circa 4 milioni di US $ per concedere assistenza tecnica e finanziaria agli Stati Parte nella loro opera di identificazione, conservazione e promozione dei siti dichiarati e dichiarabili Patrimonio dell’Umanità. Inoltre, l’UNESCO rende disponibile anche l’assistenza di emergenza al fine di poter avviare in tempi rapidi azioni dirette al restauro di danni causati all’attività umana e/o da catastrofi naturali. Infatti nell’evenienza in cui alcuni siti siano iscritti nell’apposito Elenco del Patrimonio dell’Umanità in Pericolo, l’attenzione ed i fondi provenienti, sia da parte della comunità nazionale che internazionale, saranno diretti principalmente e con priorità assoluta alle esigenze di tutela di tali siti minacciati.
Oggi, il concetto di Patrimonio dell’Umanità è così ben a conoscenza da parte dell’opinione pubblica internazionale, tanto che i siti compresi nell’Elenco costituiscono una sicura attrattiva anche per progetti di cooperazione: in tal modo, quindi, riescono a ricevere assistenza finanziaria per specifici progetti miranti alla loro conservazione da parte di una diversa gamma di fonti.
I siti iscritti nell’Elenco del Patrimonio dell’Umanità sono anche favoriti dalla predisposizione e realizzazione di un completo piano di gestione che prevede misure appropriate per la conservazione dei beni culturali e naturali, anche attraverso precisi meccanismi di monitoraggio. A sostegno di ciò, professionisti preposti dall’UNESCO impartiscono la corretta formazione tecnica alle squadre di gestione in loco.
Da ultimo, l’iscrizione di un sito nell’Elenco del Patrimonio dell’Umanità, oltre alla già citata funzione di aumento della sensibilizzazione al problema naturale e culturale di livello sempre più globale, incentiva la crescita di attività turistiche nella zona ove è situato il “Patrimonio dell’Umanità”; ovviamente, tali siti sono organizzati al fine di promuovere un turismo responsabile, ispirato ai principi della sostenibilità ed in modo da creare una spirale di sviluppo in loco, grazie ai fondi raccolti da tale attività.

Gli stati Parte della Convenzione

Gli Stati Parte sono gli Stati che hanno aderito alla Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità; essi si sono trovati d’accordo nell’identificazione sul proprio territorio di siti di una certa rilevanza tali da essere annoverati sull’Elenco del Patrimonio dell’Umanità.
Quando uno Stato Parte sceglie un sito per l’apposito Elenco dell’UNESCO, fornisce anche i dettagli di come intende proteggere e conservare la proprietà oggetto della comunicazione nonché provvede all’elaborazione di un piano di gestione aderente alle peculiari esigenze concrete; grazie ad un sistema interno di monitoraggio, gli Stati Parte si obbligano alla valorizzazione di quello che è menzionato come Patrimonio dell’Umanità ed a fornire precisi rapporti sullo status del sito ubicato sul proprio territorio.
Per quanto concerne l’elenco degli stati Parte, fino al 31 marzo 2005 si contano 180 Stati che hanno sottoscritto la Convenzione; per maggiori informazioni circa le date e gli attuali componenti si confronti il sito http://whc.unesco.org/en/statesparties/.