UNESCOOrganizzazione e attivitàStoriaDecadi e giornateLista patrimoniAttualità









La storia e le finalità

L’idea di creare un movimento internazionale per la protezione del Patrimonio dell’Umanità ha cominciato a farsi strada sin dalla fine della Prima Guerra Mondiale.

La Convenzione del 1972 è stato il frutto dell’incontro e della sintesi di due diversi movimenti sociali: il primo che riguardava il mantenimento di siti archeologici e d’importanza artistico – culturale ed il secondo che focalizzava la propria attenzione sulla conservazione delle risorse della natura.

Conservazione del Patrimonio Culturale dell’Umanità

L’evento che ha catalizzato l’attenzione e contribuito a creare forti preoccupazioni internazionali è stata la decisione di costruire la Diga Aswan High in Egitto; tale diga avrebbe sommerso la valle nella quale si trovava il complesso dei templi di Abu Simbel, un tesoro unico dell’antica civiltà egiziana. Nel 1959, all’indomani dell’appello da parte dei governi dell’Egitto e del Sudan, l’UNESCO ha lanciato una attiva campagna di sensibilizzazione e di tutela del complesso architettonico. Le ricerche aumentarono nell’area che sarebbe stata soggetta all’allagamento e conseguentemente i templi di Abu Simbel e Philae furono smantellati, trasferiti in un luogo sicuro e riassemblati nello stato anteriore.
La campagna ebbe il costo di circa 80 milioni di US$, metà dei quail furono donati da 50 Stati, a dimostrazione dell’importanza della solidarietà internazionale e della condivisione di responsabilità tra le Nazioni in tema di conservazione di notevoli siti archeologici d’importanza culturale. Il successo derivato da questa impresa ha condotta ad altre lodevoli iniziative, come quelle dirette per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, delle Rovine Archeologiche a Moenjodaro (Pakistan) ed del complesso del Tempio Borobodur (Indonesia).
In conseguenza di ciò, l’UNESCO iniziò, anche grazie alla collaborazione del Consiglio Internazionale sui Monumenti e sui Siti Archeologici (ICOMOS), la redazione di una prima versione della attuale Convenzione sulla protezione del Patrimonio dell’Umanità.

Collegare la protezione del patrimonio culturale a quello naturale

Gli Stati Uniti furono i promotori del concetto di combinare le iniziative in ambito culturale con quelle in ambito naturale. Una Conferenza Internazionale presso la Casa Bianca a Washington, D.C., nel 1965 richiese l’istituzione di Fondo denominato “World Heritage Trust” che avrebbe avuto la funzione di incrementare la cooperazione internazionale per la tutela di magnifiche aree a livello naturalistico e paesaggistico e siti archeologici di rilevanza storico – culturale ed artistica per le presenti e le future generazioni dell’intera popolazione mondiale. [‘the world's superb natural and scenic areas and historic sites for the present and the future of the entire world citizenry’.] Nel 1968, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) arrivò a proporre un’iniziativa simile per i propri Membri. Entrambe le proposte vennero presentate nel 1972 alla Conferenza delle Nazioni Unite in tema di interrelazioni Uomo – Ambiente, a Stoccolma. Infine, venne approvato solo un testo sul quale tutte le Parti coinvolte erano addivenute ad un accordo: la Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità venne poi adottata dall’Assemblea Generale dell’UNESCO il 16 Novembre 1972.
In tema di Patrimonio Culturale e Naturale dell’Umanità, la Convenzione porta alla nostra attenzione i differenti modi e vie tramite le quali l’uomo interagisce con la natura continuamente; sottolinea inoltre le fondamentali esigenze di mantenere un responsabile e sostenibile equilibrio tra di essi.