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LA DIGITALIZZAZIONE DELLA “CULTURA”


Cos’è la “digitalizzazione”
Già da tempo, nel nostro parlare di tutti i giorni, è entrata con prepotenza la parola “digitale”: macchina fotografica digitale, telecamera digitale, TV digitale; ma, esattamente, che cos'è questa digitalizzazione del mondo che ci circonda?
In realtà il concetto di “digitalizzazione” non è inevitabilmente legato all'elettronica o all'informatica, ma può essere applicato ogni volta che si ha a che fare con la rappresentazione o con la misura di quantità o di grandezze.
Le grandezze fisiche che caratterizzano tutti i fenomeni intorno a noi variano nell'ambito di un campo di valori continuo; possono in altre parole assumere qualsiasi valore, anche valori tra loro così vicini da non poterne misurare la differenza con gli strumenti di cui disponiamo.
Ad esempio, un comune termometro a mercurio fornisce il valore della temperatura grazie alla posizione raggiunta dal liquido lungo una scala graduata; man mano che la temperatura aumenta, il livello sale proporzionalmente lungo questa scala. Una misurazione di questo tipo viene definita “analogica”, perché è caratterizzata da una serie infinita di valori possibili: sta alla capacità di chi legge riuscire ad apprezzare con precisione la posizione raggiunta dal mercurio lungo la scala e trarre le relative conclusioni. Altre apparecchiature che misurano in modo analogico sono per esempio la bilancia a molla, il tachimetro, i vecchi tester per la misurazione di tensioni o correnti elettriche dove, lo spostamento della lancetta, indica il valore approssimativo della grandezza misurata.
Ma, esiste un altro modo per rappresentare le grandezze: esso consiste nel confrontare la grandezza che si vuol misurare con una serie di valori campione, per stabilire quali e quanti di tali campioni approssimano più da vicino il valore della grandezza incognita. Un esempio banale di questa tecnica di misurazione può essere fornito dalla classica bilancia con pesi: su di un piatto si appoggia la quantità da pesare, sull'altro piatto si dispongono i vari pesi, da quelli grandi a quelli più piccoli, che occorrono per raggiungere l'equilibrio fra i due piatti; la somma di tali pesi darà il valore del peso cercato. Questo metodo di misura viene detto “digitale”.
Le origini etimologiche di tale termine è digit che in inglese significa cifra. A sua volta digit deriva dal latino digitus che significa dito. Quando parliamo di digitalizzazione intendiamo prendere la derivazione anglosassone, che vuol dire perciò: codificare un messaggio in cifre o, più precisamente, rappresentare i dati relativi ad una certa grandezza in formato numerico discreto.
Da tale definizione si deduce che ciò che è analogico si contrappone a digitale. Infatti, un segnale è analogico quando i valori utili che lo rappresentano sono continui (infiniti) in un intervallo e non numerabili. L’onda sinusoidale di una trasmissione radio, caratterizzata da un ampiezza, una fase e una frequenza è un classico esempio di rappresentazione grafica di un segnale analogico.
Quando consideriamo grandezze di questo tipo, che variano nel tempo, si rendono necessarie delle misurazioni frequenti per poter avere una rappresentazione in digitale. Maggiori sono queste misurazioni e più fedele all’originale sarà il risultato ottenuto. Per digitalizzare un suono per esempio e necessario prenderne dei campioni misurandone l'intensità a intervalli regolari di tempo. Questa tecnica è detta di campionamento (sampling), ed è ciò che viene eseguito da strumenti tecnologici come telecamere e registratori audio digitali.
In conclusione, se si misura una grandezza in modo analogico, il risultato può assumere uno qualsiasi degli infiniti valori possibili (anche valori talmente vicini da non essere distinguibili) mentre, misurando una grandezza con la tecnica digitale, il risultato è rappresentato da un numero limitato di simboli di valore prestabilito.
Questi concetti sono importanti perché ricorrono allo stesso modo nella digitalizzazione applicata in campo elettronico. I calcolatori moderni infatti, possono lavorare soltanto con grandezze di tipo digitale e finite.